IL TUSCIA FLY CLUB PRESSO LE SCUOLE

Maggio 2010

Aderendo ad un invito-richiesta pervenuto dal Dr Sanzio Candeletti, socio di un club bolognese, il Tuscia Fly Club ha "tenuto cattedra" presso una scuola della città di Balanzone. Scopo dell'incontro, introdurre gli allievi di due classi elementari al nostro magico mondo, facendo loro conoscere più da vicino l'ambiente acquatico ed il rispetto per la natura. Ecco, qui di seguito, il resoconto della giornata stilato da Sanzio che ringraziamo sentitamente per la disponibilità e collaborazione offerta. Senza il suo intervento e supporto logistico questa giornata non sarebbe stata possibile, cosi come di estrema importanza si è rivelata la disponibilità di Fabrizio Fabbri e delle maestre del "Don Milani". Il Tuscia Fly Club ha riconfermato a Sanzio la propria disponibilità a proseguire su questo percorso formativo, che ritiene indispensabile per un futuro sempre migliore e "responsabilizzato" per il nostro ambiente.

 

Si ricorda che il Tuscia Fly Club è sede della Segreteria della Scuola Nazionale di Lancio che si è proposta, fra le sue attività, la divulgazione dei principi e della filosofia della pesca a mosca sia tramite corsi per istruttori sia tramite iniziative come quella appena conclusa.  

 

La strada e la speranza NECESSARIA

 

Giovedì 8 Aprile si è realizzato un incontro con studenti delle IV classi della Scuola Primaria “Don Milani” di Bologna, su tematiche relative all’ "educazione all’ambiente fluviale e ad una pesca amatoriale consapevole”.

L’organizzazione dell’evento ha preso le mosse da una sollecitazione nata in seno all’associazione Autodisciplina 2008 che, nell’ambito della sua attività di proposizione e stimolo di iniziative utili per il miglioramento dell’ambiente fluviale, aveva proposto ai suoi aderenti questo tipo di attività.

Per la realizzazione dell’incontro è risultato determinante l’apporto di Osvaldo Velo (Presidente del Tuscia Fly Club, U.N.Pe.M) che si è reso, da subito, totalmente disponibile per l’iniziativa, che è stata ovviamente preceduta da un’opportuna organizzazione sul piano burocratico, a livello locale.

Inizialmente, sono state illustrate ai bimbi presenti le caratteristiche principali di un corso d’acqua, con le sue caratteristiche strutturali che possono essere immediatamente colte dalla semplice osservazione superficiale. Poi, coinvolgendo i bambini in una stimolante avventura di scoperta di ciò che è sotto la superficie, si è passati ad illustrare alcune specie di pesci nonché degli insetti che costituiscono la loro dieta, illustrando anche, per questi ultimi, le differenti ed affascinanti fasi di sviluppo vitale.

Per quanto riguarda gli insetti, si è rivelata determinante la disponibilità di materiale messo a disposizione da Fabrizio Fabbri, un pescatore/entomologo modenese di grande esperienza che, con squisita disponibilità e grossa fiducia, ha messo a disposizione una buona quantità del suo materiale faticosamente e sapientemente raccolto.

La possibilità di mostrare direttamente ai bambini gli esemplari reali corrispondenti alle varie fasi di sviluppo di efemerotteri, tricotteri, plecotteri si è rivelata assai importante per catturare la loro attenzione e stimolare il loro interesse; probabilmente anche perché le metamorfosi di queste specie ricordano un po’ i giocattoli/mostriciattoli, sempre impegnati in trasformazioni del loro aspetto, che costituiscono una grossa parte dei giocattoli che riempiono attualmente le case dei nostri bambini.

Ai giovani  scolari è stato quindi evidenziato come gli ecosistemi fluviali siano deboli nei confronti delle diverse attività dell’uomo e richiedano attenzione per il loro mantenimento e per permettere a tutti di continuare a godere anche in futuro della loro bellezza.

Per quel che riguarda l’attività di pesca ricreativa, questo significa ridurre al minimo o a zero il prelievo di pesci ed utilizzare metodi di pesca, come la pesca a mosca, che riducono al minimo il danno per i pesci e permettono un loro rilascio rapido e senza danni.

Nell’ultima parte dell’incontro, le maestre hanno sollecitato i bambini ad esprimere ciò che ritenevano di aver capito e fatto proprio (e non semplicemente visto o ascoltato) in questa occasione; un fatto che ha messo in luce, peraltro, l’elevata professionalità e capacità pedagogica delle maestre stesse.

Ebbene, sentire vari bambini affermare di aver compreso che “…l’ambiente fluviale ed i suoi abitanti debbono essere rispettati e protetti per garantire la loro sopravvivenza e fruizione anche in futuro” oppure di aver compreso che “… la pesca a mosca rappresenta una possibilità di pescare senza causare troppi danni ai pesci ed al fiume” è stato il miglior ringraziamento possibile per Osvaldo e per me.

Le parole di questi bimbi che saranno i cittadini di domani ci hanno fornito, se necessario, la migliore conferma alla nostra convinzione che la speranza di poter fare qualcosa di utile per i nostri fiumi, oltre che nell’agire subito e direttamente sulla realtà fluviale circostante e sulle troppo disinteressate Amministrazioni istituzionalmente chiamate a farlo, risiede nel mettere in atto in maniera sistematica tutti gli sforzi di cui saremo capaci, come pescatori consapevoli, per una educazione delle nuove generazioni al rispetto ed amore per l’ambiente fluviale.

Per fornirgli cioè quegli strumenti culturali di cui l’attuale generazione adulta si è purtroppo dimostrata largamente sprovvista, con le conseguenze che, purtroppo, possiamo vedere quotidianamente nella massima parte dei troppo bistrattati fiumi d’Italia.

Sanzio Candeletti