LA SPORTIVITA' NELLA PESCAT. Burnand e Ch. Ritz sono due nomi immortali della letteratura alieutica. Nella prima metà del '900 - quando in Italia la pesca a mosca non si era ancora affermata né era molto conosciuta - scrissero "A la mouche", un testo che resterà fra i titoli immortali del settore. Da questo libro abbiamo estrapolato un passaggio che ben descrive il significato di "sportività" nel campo della pesca, non solo a mosca. Ve lo riproponiamo (la traduzione in italiano seguita dalla versione originale in calce) per diversi motivi. Primo, perché testimonia come la pesca a mosca abbia delle radici profonde e concrete; secondariamente perché ne esalta gli ideali; terzo perché sottolinea come sia deleterio considerare e praticare la pesca a mosca come una mera attività predatoria. Ed infine, ma non per questo meno importante, perché il passaggio rappresenta molto bene lo spirito che il Tuscia Fly Club cerca di diffondere.
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La sportività in fatto di pesca non vuole affatto dire avere i muscoli ben allenati ed efficienti, i movimenti agili e scattanti od uno stile impeccabile. Non vuole dire esercitare la pesca a mosca sprecando le forze fisiche e morali, sopportare gagliardamente il freddo od il caldo, la pioggia ed il vento. Non vuol dire farsi vedere esclusivista e degnarsi di attaccare le trote solamente con la mosca secca di un grande costruttore e guardare storto tutti quelli che utilizzano la mosca sommersa quando non vi sono bollate visibili. No. La sportività, per noi, è tutta un’altra cosa; è un miscuglio di nobiltà di spirito e di generosità, nei confronti dei colleghi pescatori ma soprattutto dei pesci. Sportività vuol dire non prendere più trote di quante se ne possa consumare od offrire, più di quante sia utile catturarne. Vuol dire attaccare il pesce ad armi pari. Vuol dire lasciargli un certo numero di possibilità di farla franca se si difende con intelligenza. Vuol dire scegliere il pesce e lasciare stare il novellame, le trotelle che salgono sulla mosca come delle pazze. Vuol dire fissare per sé stessi una scala di misure la più alta possibile rispetto a quella stabilita dalla legge. Vuol dire non far soffrire inutilmente il pesce. Vuol dire accordare al nemico la stima che si riserva ad un avversario valoroso. In altre parole, più semplici, vuol dire considerare le trote qualcosa di ammirevole, prezioso, infinitamente simpatico ed il fiume come un terreno sacro ed infine considerarsi come ammesso a gustare, da dilettante, da artista, le gioie che l’acqua e le sue abitudini riservano a chi è degno di misurarsi con loro. La sportivité en matière de pêche, ce n'est pas d'avoir des muscles bien entrainés, des gestes prompts et aisés, un style impeccable; ce n'est pas de se livrer à la pêche à mouche en gaspilleur de forces physiques et morales, savoir grimper, se trainer à quatre pattes, supporter gaillardement le froid et la chaleur, la pluie et le vent; ce n'est pas se montrer exclusiviste en ne daignant attaquer une truite qu'avec une mouche sèche du grand faiseur et regarder de travers ceux qui montent une mouche noyée quand il n'y a pas de gobages. Non, la sportivité, dans notre esprit, c'est tout autre chose; c'est un mélange de noblesse d'esprit et de générosité, vis-à-vis des confrères, cela va sans dire, mais surtout vis-à-vis des poissons. La sportivité, c'est de ne pas prendre plus de truites que l'on n'en peut consommer ou offrir, plus qu'il n'est utile d'en prendre; c'est d'attaquer le poisson à armes égales, c'est-à-dire en lui laissant un certain nombre de chances de vous échapper s'il se défend intelligemment; c'est de choisir le poisson et de laisser à la nursery les truitelles qui prennent la mouche comme des folles; c'est de se fixer à soi-même une échelle de tailles aussi largement supérieures que possible à celles qu'ont fixées les lois en vigueur; C'est de ne pas faire souffrir inutilement le poisson; c'est d'accorder à cet ennemi l'estime que l'on a pour un vaillant adversaire. C'est en un mot, de considérer les truites comme des choses admirables, précieuses, infiniment sympathiques, la rivière comme un domaine sacré, et de se considérer soi-même comme admis à gouter en connaisseur, en dilettante, en artiste, les joies que l'onde et ses habitudes réservent à qui est digne de se mesurer avec eux.
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"A la Mouche" - T. Burnand - Ch. Ritz
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