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ISTRUTTORE = SUPER LANCIATORE? "L'abilità nel trasmettere agli altri le proprie esperienze e conoscenze è un dono naturale, proprio come l'avere orecchio per un musicista od avere del talento per il disegno. Un lanciatore mediocre che sia in possesso di questa caratteristica è un istruttore molto più capace di coloro i quali hanno raggiunto eccelsi livelli nel settore ma ne sono sprovvisti." Queste parole vennero pubblicate per la prima volta nel 1913 e mi capitò di riferirle, diverso tempo fa, ad un amico pescatore con il quale ebbi un incontro piuttosto... movimentato. Continuava a sbraitare ai quattro venti elencando le qualità che un istruttore doveva avere per poter essere considerato il meglio del meglio. Tutto cominciò durante un'uscita sul Nera: un amico mi aveva chiesto di fargli vedere il miglior fiume da trote nella zona in cui abito e, naturalmente, gli lasciai tutti i pesci migliori come cortesia richiede quando si è con un ospite. Era rimasto estasiato dalla bellezza del posto e ci fermammo a riposare di fronte ad una bella buca alla cui testa una bella fario continuava a prendere una mosca di maggio dopo l'altra. Gli insetti scendevano con la corrente e si radunavano vicino ad una roccia semisommersa al di sotto di un tronco marcio che sporgeva dalla riva, ad una dozzina di metri da noi. Non era una grande distanza ma era un punto difficile da raggiungere. L'amico provò diverse volte ed alla fine il pesce smise di bollare. Ovvio: troppe pose sbagliate e troppo rumore... Da monte, ci aveva visti entrambi ed aveva visto anche la trota che stava bollando e si fiondò letteralmente in acqua a pochi metri dalla buca, portandosi velocemente verso di noi, sbracciando e urlando i suoi saluti. "Bah, non lo prenderà mai, quel pesce" cominciò "se non gli fai vedere come si fa". "E' il "suo" pesce, non il mio" risposi "E poi, non credo di essere abbastanza bravo da posare la mosca sotto quell'intrico di rami da questa distanza e non voglio spaventare la trota, togliendo una possibilità al mio amico." "Non è un lancio difficile!" e cominciò a sbacchettare con la canna continuando ad estrarre coda dal mulinello e dal cimino. La trota aveva smesso di bollare nel preciso istante in cui lui era piombato in acqua. Ovviamente. Elementare... S'impigliò nell'albero di fronte a lui tre volte ed in quello alle sue spalle per altre due. Non si era neppure accorto che la trota non bollava più. Quando si decise di smettere di lanciare su una preda ormai invisibile, cominciò una sequela di spiegazioni sulla velocità del lancio, l'angolazione da dove doveva cadere la mosca, la distanza del braccio rispetto al corpo durante il lancio e la doppia trazione, il movimento del cimino rispetto alla velocità della mano che teneva la canna... Il mio amico smontò la canna e si sedette su un sasso, osservandolo mentre si muoveva nell'acqua e descriveva tutti questi movimento e forniva spiegazioni. "Mi scusi" gli chiese "ma... dov'è la mosca?" L'altro si bloccò di colpo, controllò il finale ed esplose in una fragorosa bestemmia "Ha rotto il finale, la maledetta... l'hai rotto, vecchia p..... hai rotto un 18!!!!" "Mi perdoni, eccola qui, la sua mosca... era impigliata su una foglia, vicino alla mia spalla...." L'altro non smise di bestemmiare ma smise di lanciare "Istruttore del... dovresti fargli vedere come fare ad arrivare là con la mosca... non riesci neanche a fare un lancio rovescio con una doppia trazione... come fa il tuo allievo a capire se non glielo fai vedere? Non dovresti lanciare da questa distanza... un istruttore dovrebbe portarsi più a valle, più lontano e far vedere all'allievo come lanciare da là... da qui è troppo facile e non riesci... e neppure ci riuscirà il tuo allievo..." Ed uscì dall'acqua continuando a gridare, ad urlare che gli istruttori di lancio devono essere molto più bravi e che devono conoscere e sapere tutto sulla velocità, sulla fisica del lancio, sull'idrodinamica, sulla chimica, sull'idraulica.... Il mio amico iniziò a ridere non appena l'altro era ormai fuori portata uditiva e continuò a ridere per dieci minuti buoni... poi mi chiese "... ma fammi capire, quella trota si riesce a prendere?" "Certo, perchè no? usciamo dall'acqua e ti faccio vedere qualcosa. Nel frattempo avrà modo di riposarsi e di smettere di aver paura mentre noi ci fermiamo un attimo." Quando fummo sul prato, gli diedi qualche piccola informazione e gli mostrai come lanciare con un loop molto stretto sotto le fronde. In parole molto semplici, gli dissi quando fermare il lancio all'indietro e quando rilasciare la coda in quello in avanti. Poche parole, ma molto semplici e dirette. Mangiammo un panino e tornammo alla buca dove il pesce era tornato in attività. Non riuscì a guadinarlo ma gli lasciò la mosca in bocca. Lo stimammo sui 60 cm, uno dei mostri di questo bellissimo fiume che era riuscito a farla franca a causa di una ferrata troppo energica e fuori tempo. "Contento?" gli chiesi. "Eccome no!" disse "ma dimmi: chi ha detto quella frase che hai detto prima? Quella roba sul lanciatore mediocre?" "Mmmmhhh, un certo Fredrick Halford, nel suo "The Dry-Fly Man's Handbook", capitolo II..." "Halford? Mai sentito nominare... sono troppo giovane per sapere chi fosse" "A beh, non preoccuparti, in effetti sei un po' giovane. "TU" sei scusato, gli dissi, "TU" non hai ancora abbastanza esperienza. "TU" ripetei ancora una volta. E mi sbocciò un sorriso maliziosetto... |