Resoconto Agenda 21 del 18/12/2008
Al di là della esiguità delle presenze - sinonimo dello scarso interesse per le problematiche locali da parte della Cittadinanza e relative istituzioni pubbliche e private? - si è trattato, secondo noi, di un incontro interessante e ben organizzato di cui diamo qui di seguito una sintesi focalizzando la nostra attenzione sugli interventi che ci riguardano in prima persona e nei quali siamo direttamente coinvolti. Dopo l'introduzione e l'apertura dei lavori a cura del Dr Pozzi (Ufficio Agenda 21 Locale della Provincia di Viterbo - Assessorato Ambiente) si sono succeduti diversi interventi, tutti molto interessanti. Dopo l'ottima presentazione del volume tecnico "Monitoraggio annuale del Piano di Azione Operativo della Provincia di Viterbo" - a cura del Prof Dottarelli - Direttore Generale della Provincia - di cui è stata consegnata copia ai presenti e che contiene tra l'altro tutte le schede redatte in occasione dei lavori di Agenda 21, l'Assessore Ambiente ed Energia - Tolmino Piazzai - ha fornito una serie di dati e risultati su interventi ambientali che vanno dal finanziamento stanziato per 30 comuni per interventi sui rifiuti (discariche, compostaggio...) agli interventi a favore nel campo fotovoltaico ed eolico, dal monitoraggio delle acque del lago di Vico con il coinvolgimento dell'Ist. Super. Sanità e Università della Tuscia, dagli interventi sul Marta ed altre acque della Provincia. Successivamente si è parlato delle Riserve Naturali di Tuscania, di Montecasoli e dell'Arcionello passando poi alle problematiche legate alla emissione di CO2, problema in fase di studio ed elaborazione da parte della Università della Tuscia. E' stato poi comunicato che la zona dei Vulscini e Bagnoregio sono stati riconosciuti patrimonio dell'Unesco. Si è discusso tra l'altro delle problematiche legate al lago di Bolsena e dell'Aeroporto, per il quale è stato sollevato il problema della eccessiva vicinanza all'abitato e della ancora mancante viabilità di rapida percorrenza. Molte altre sono state le informazioni fornite dai relatori in questa occasione di incontro, tutte dettagliate ed interessanti, ma ci preme sottolineare in particolar modo il nostro intervento che stigmatizza lo stato di quiescienza di una iniziativa che aveva incontrato il favore di molti partecipanti ad Agenda 21. Questo l'intervento del sottoscritto, a nome del Tuscia Fly Club (UNPeM). Il nostro sodalizio ha preso parte ai lavori di Agenda 21 e le sue proposte sono risultate fra le prime in ordine di preferenza. La nostra proposta si incentrava sulla riqualificazione di un corso d'acqua della provincia (Treja a Civita Castellana) nel quale permettere di praticare la pesca previo esclusivo utilizzo di esche artificiali (mosca-cucchiaino) private dell'ardiglione e totale rilascio delle prede catturate ("no-kill" o "catch-and-release"), in alternativa permettendo solo una cattura di notevoli dimensioni. Questo progetto, approvato in sede di Agenda 21 come tratto No-Kill, è stato anche approvato in sede di Consulta Provinciale per la pesca e ci risulta che sia stata anche emanata la relativa ordinanza di attuazione. Il progetto prevedeva anche la realizzazione e l'utilizzo di un tesserino segnacatture, da distribuire gratuitamente (o con un costo irrisorio) ai pescatori ed obbligatorio per pescare in qual tratto di fiume. Il costo stimato di tutta l'operazione si può quantificare in poche centinaia di euro. Una delle prerogative del progetto è la totale libertà di accesso a chiunque voglia praticare la pesca con le regole stabilite, indipendentemente dalla Associazione di appartenenza. I soci del Club si sono anche resi disponibili - compatibilmente con gli impegni di lavoro - a collaborare con la provincia per lavori in loco ed alla elaborazione dei dati ricavabili dai tesserini segnacatture (che rappresentano un importante mezzo per il miglioramento futuro della gestione). Il club ha avuto la possibilità di essere presente e su sua richiesta, in una sola occasione, ad una consulta provinciale della pesca in cui le associazioni presenti hanno approvato la proposta di istituzione del tratto (in precedenza era stato proposto lo Stridolone ma la contrarietà da parte delle associazioni ha fatto cadere la scelta sul Treja). Da sottolineare come il Club non sia mai stato invitato a presenziare ad altre riunioni in cui si dibatteva successivamente il problema: in qualità di diretto interessato avrebbe sicuramente potuto portare il suo contributo cognitivo ed informativo. A distanza di diversi mesi, ancora nulla di fatto al di là di alcuni incontri tra il sottoscritto e la Dssa Pacini e con il sig. Enrico Paziani, responsabile del servizio di vigilanza provinciale, con il quale sono stati fatti anche alcuni rilevamenti in loco. Da evidenziare, la completa e professionale disponibilità e collaborazione da parte dei suddetti soggetti. Analizzando il materiale contenuto del documento "Monitoraggio annuale del Piano di Azione Operativo della Provincia di Viterbo" distribuito ai presenti durante i lavori di oggi, appaiono evidenti alcune contraddizioni: - Scheda 30 - Individuazione proposte mitigazione e compensazione incidenze del piano della semine riferito ad aree comprese in SIC e ZPS. risorse impegnate: - Scheda 42 - Ripopolamento ittico delle acque superficiali indicate dalla carta ittica della provincia di Viterbo, ogni anno con fondi regionali. risorse impegnate: dettaglio: (omissis) ... 2007 - 70.000 trotelle f (fario?) - 2008 trote iridee (la quantità non è certa poiche "2008" pezzi suona alquanto "strano" e improbabile) 2008 - 50.000 trotelle f (fario?) - 2008 trote adulte - 2008 trote iridee (vedi nota suesposta). - Scheda 49 - Favore forme di pesca dilettantistica rivolte alla tutela di alcune specie ittiche. (progetto del Tuscia Fly Club), ante 2007 - Euro 0 - Scheda 46 - Istituire con regolamentazione aree di pesca che limitino l'impatto sull'ittiofauna ante 2007 - Euro 0 Le nostre considerazioni: -l'unico corso d'acqua considerabile "a vocazione salmonicola" in prov di Viterbo è lo Stridolone (e solo nella parte alta) mentre tutti gli altri corsi d'acqua menzionati "da salmonidi" nella Carta Ittica non presentano caratteristiche "da salmonidi". Sappiamo però per certo che prima dell'apertura vengono regolamente immessi quantitativi di trote non solo nello Stridolone ma anche in altri "fossi" dove la trota normalmente non è presente se non tramite immissioni. Immissioni di cui dopo pochi giorni dall' "apertura" non resta piu traccia. In definitiva: in quali corsi d'acqua sono state immesse le trote e perché "proprio lì"? -le semine sono state eseguite seguendo degli studi preordinati o semplicemente "su richiesta" di eventuali interessati locali? -il pesce immesso era stato autorizzato con relativa documentazione di idoneità sanitaria? -le semine sono finalizzate ad accontentare i cosiddetti "trotaioli" (e ci risulta che in prv di Viterbo questi si trasformano in pescatori di pesce bianco subito dopo l'apertura), a fornire il materiale per qualche gara di pesca o - come si aupica - con lo scopo di ripopolare seriamente un corso d'acqua? -perché nel 2007 le trotelle erano 70.000 e "solo" 50.000 nel 2008 ? su quali basi, questa diminuizione? -su che base sono state fatte queste immissioni? E' stato fatto uno studio di incidenza? Sono state eseguite analisi e studi che stabilivano la vocabilità di queste acque? E' stato tenuto conto degli studi che indichino la qualità dell'acqua, la qualità del substrato, la presenza e specificità degli insetti e degli indicatori biologici (questi dati permettono di individuare i siti per una corretta immissione)? -l'immissione di trotelle in queste condizioni significa solo fornire pesce foraggio agli esemplari piu grossi (v. trote iridee - notoriamente sterili e quindi dannose per l'ambiente in quanto lo depauperano senza reintegrarlo). Siamo favorevoli all'immissione di avannotti (6-9cm) di materiale autoctono prelevato in loco ma non riteniamo coerente, per una corretta gestione del patrimonio ittico, l'immissione sconsiderata di esemplari non geneticamente controllati solo per soddisfare esigenze diverse da quelle del corso d'acqua. Inoltre, l'immissione senza studi preliminare può andare a scontrarsi sulla reale capacità biogenica del fiume. -su che base sono state immesse iridee e non, per esempio, trote macrostigma - probabilmente piu consone all'ambiente? Sono stati fatti studi per risalire alla specie originaria e quindi scongiurare qualsiasi rischio di inquinamento genetico? Anche l'immissione di trote fario può infatti essere un grosso danno ambientale poiché se nel corso d'acqua sono presenti esemplari autoctoni di macrostigma queste possono ibridarsi con le fario con conseguente perdita di fenotipi locali. Per questo motivo, nel nostro progetto non abbiamo chiesto l immissione di trote (notoriamente piu consone alla pesca a mosca e spinning) nel Treja poiche siamo consapevoli che l'immissione di trote potrebbe - se resistenti alle condizioni del fiume - risolversi in un danno ambientale molto elevato. -da dove provengono le trote immesse? sono forse il risultato di prelievi di popolazioni locali con relativa spremitura? -a fronte di una spesa di oltre 122.000 euro/anno per ripopolamenti (inutili e dannosi se fatti in questa ottica) abbiamo un progetto di riqualificazione di un corso d'acqua che si è arenato contro una spesa di qualche centinaio di euro e per il quale è stata offerta collaborazione gratuita. -il nostro progetto prevede il totale rilascio del pesce, quindi nessun depauperamento alieutico e di conseguenza nessuna necessità di ripopolamento. In altre parole: da una parte abbiamo un notevole utilizzo di denaro pubblico (122.000 Euro) che viene ripetuto praticamente ogni anno per rimpiazzare esemplari prelevati (molte volte finiscono nella spazzatura) e dall'altra abbiamo una spesa di pochi euro per un progetto che non solo non prevede ripopolamenti ma al contrario funge da volano per l'economia locale (maggior afflusso di pescatori=maggiori entrate per i locali della zona). Quale è il motivo per il quale il progetto - con tanto di approvazione ufficiale - langue da diversi mesi mentre per questo genere di immissioni è sufficiente una semplice delibera? -nella scheda 46 si vede come un intervento analogo sia "costato" alla Provincia 1.500 Euro nel 2008. Quale è il motivo che spinge verso questo blocco di attività nei confronti di una zona no-kill? Grazie per l'attenzione. Tuscia Fly Club
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